giovedì 20 giugno 2013

Condominio: dal 18 giugno 2013 in vigore le nuove regole

Riteniamo opportuno segnalare ai nostri lettore che dal 18 giugno è entrata definitivamente in vigore la legge n. 220/2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 293 del 17 dicembre 2012, e rubricata come "modifiche alla disciplina del condominio negli edifici" che dopo circa 70 anni (il Codice Civile è, infatti, del 1942) introduce importanti novità in materia condominiale.

Rinviando a specifici approfondimenti che saranno pubblicati sul nostro sito www.emiliocurci.net, attesa anche la necessità di meglio interpretare le singole disposizioni segnaliamo, in via generale gli aspetti più importanti sui quali andrà ad incidere la riforma.

Le parti comuni degli edifici

La legge, al fine di superare alcuni dubbi di tipo interpretativo già sorti in passato e risolti soltanto dalle pronunce giurisprudenziali innanzitutto fornisce la definizione di parti comuni dell'edificio andando a modificare l'art. 1117 del Codice Civile.

Tra queste vengono espressamente inseriti il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, imuri maestri, i pilastri, le travi portanti i tetti e i lastrici solari , le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate, le aree destinate a parcheggio, i locali per i servizi comuni, (es la portineria), la lavanderia, gli stenditori e i sottotetti destinati all'uso comune, nonchè le opere destinate all'uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e trasmissione per il gas, l'energia elettrica, il riscaldamento e il condizionamento dell'aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini. 

martedì 4 giugno 2013

Nuova scheda pratica: in caso di smarrimento, distruzione o furto di cambiale, assegno o libretto di deposito

E' stata inserita sul nostro sito la nuova scheda pratica dal titolo: "In caso di smarrimento, distruzione o furto di cambiale, assegno o libretto di deposito".

La scheda fornisce utili suggerimenti pratici sulla procedura da adottare nel caso in cui venga sottratto, smarrito o distrutto un titolo di pagamento come la cambiale l'assegno o in genere altri titoli di deposito.

Si tratta di un procedimento di volontaria giurisdizione che va richiesto presso il Tribunale, all'esito del quale viene tolta efficacia all'originario titolo smarrito, rubato o distrutto e viene emesso un nuovo decreto che lo sostituisce al fine di autorizzarne il pagamento o altre azioni connesse al titolo stesso (es: estrazione di un duplicato)

Il nostro studio fornisce un servizio completo di assistenza in tutti i casi in cui sia necessario ricorrere al Tribunale per una simile procedura (denominata di "ammortamento" alla tariffa complessiva di 125,84 euro (IVA e accessori inclusi), oltre spese vive (contributo unificato, diritti di copia, notifiche, ecc...).